Nel Consiglio Provinciale del 30 luglio 20025 sarà discussa e votata la proposta di due consiglieri di Fratelli d'Italia che chiedono d'intitolare a Sergio Ramelli una proprietà della Provincia. Si tratta di un'iniziativa di chiaro carattere propagandistico e strumentale, già messa in atto in altre realtà territoriali, che fa parte della strategia revisionista di un mondo politico che, anziché recidere le proprie connessioni con la forma peggiore assunta dal fascismo storico, quello della Repubblica sociale italiana, persegue il mantenimento di atteggiamenti ambigui e revisionisti, che strizzano nostalgicamente l’occhio verso pagine oscure della storia nazionale; un atteggiamento che non si fa scrupolo a riscrivere la storia in senso autoreferenziale e identitario, né a strumentalizzare politicamente fatti tragici di violenza politica del secondo dopoguerra. Si tratta di una strategia revanscista, che muove dallo stesso humus che da anni dà vita a manifestazioni apologetiche poste in atto da movimenti dell’estrema destra neofascista, che con il braccio teso nel saluto romano e al grido di “presente" omaggiano fascisticamente la memoria di Sergio Ramelli.
Al ricordo dei morti di quella tragica stagione di violenza e di terrorismo, Brescia ha dedicato il “Memoriale delle vittime del terrorismo”, un percorso 452 formelle che ricordano i caduti per l’odio e la violenza politica
Il Memoriale, realizzato da Casa della Memoria, conta 452 formelle costituenti un itinerario della memoria che significativamente parte da Piazza della Loggia, teatro della strage neofascista del 1974, fino al Castello. Di quel progetto (e di Casa della Memoria) l’amministrazione provinciale è parte attiva e propositiva, e ha quindi già onorato in uno spazio rispettoso e in forme non ideologiche né identitarie la morte di Sergio Ramelli, insieme e paritariamente a quella di molti altri cittadini e cittadine innocenti vittime della violenza politica dei decenni delle stragi.
Per questo, a giudizio delle sottoscritte Associazioni Partigiane e della Memoria, delle Organizzazioni sindacali e dei partiti che si riconoscono pienamente nella storia democratica e antifascista della Repubblica, l’operazione promossa dalla mozione in Consiglio provinciale non può essere considerata un atto di memoria, bensì un gesto provocatorio di propaganda, ideologicamente ben riconoscibile e connotato, che va respinto, anche nel rispetto di Sergio Ramelli e dei molti magistrati, giudici, uomini politici, poliziotti, carabinieri e semplici cittadini e cittadine uccisi per l’odio e la violenza politica, che già trovano nel “Memoriale” un uguale ricordo e un deferente omaggio della nostra città e della nostra Provincia.
Pertanto, le realtà sopra ricordate invitano i Consiglieri Provinciali a respingere questa richiesta, che dietro la maschera del ricordo di una vittima si propone di promuoverne la storia politica e ideologica, che fu contraria all’ordine costituzionale e alle istituzioni repubblicane nate dalla lotta di liberazione, di cui quest’anno ricorda e celebra l’80° anniversario.
PRIME ADESIONI
Anpi, Fiamme Verdi, Aned, Cgil, Cisl, Uil, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, AVS, 5 Stelle, Al Lavoro per Brescia, Provincia Bene Comune, Brescia Attiva, Lista civica Castelletti, Italia Viva, Azione, Acli bresciane, Ass. Cultura Libera Brescia, Ass. italiacuba bassa bresciana, Collettivo Linearossa, Restiamo Umani Brescia, Pax Christi Brescia, Studenti Per-UdU Brescia, Coro Clandestino, Libertà e Giustizia.
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